Testaccio, Trastevere, Campo de’ Fiori: il cibo da strada

Una città dove il cibo da strada esiste da sempre, dai modi più classici a quelli più originali. L'importante è che le mani siano unte al punto giusto.

Testaccio, Trastevere, Campo de’ Fiori: il cibo da strada

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Introduzione

Roma è la città adatta per qualsiasi tipo di esperienza culinaria.. Sono particolarmente legata, da un legame viscerale, alla semplicità della cucina romana. Una cucina che ho scoperto da sola. Amo infatti girovagare per la mia città cercando cibo da strada che fa per me, trovando sapori semplici e decisi. A Roma la scelta è senza dubbio ampia, ma io amo tutte le sue forme. Tuffarsi nelle più antiche tradizioni però non è affatto semplice, in questa magica grande città ritrovare la veracità delle tradizioni sta diventando sempre più arduo. Una città a misura di turista, dove mangiare a bordo di un marciapiede sembra essere consueto dai tempi di Augusto... qui, dove probabilmente il cibo da strada esiste da sempre. Prima che il resto del mondo inventasse lo streetfood a Roma già si gustavano filetto di baccalà, pizza e" mortazza" e supplì al telefono.. si insomma il cibo da strada.  Dai modi più classici a quelli più originali, l'importante è che le mani siano unte al punto giusto. Il sapore pungente di un panino con il picchiapò, alla croccantezza del filetto di baccalà, fino al binomio più classico, ma mai banale, delle fave con il pecorino. La storia del cibo da strada ha radici saldissime. Oggi però il mio viaggio gastronomico inizia da Testaccio,  conosciuto per il monte dei cocci e per la movida romana, amato un tempo da Pasolini ed oggi da Ozpetek, il posto giusto sul fatto di veracità e tradizioni. Qui però c'è chi è andato oltre la tradizione, coniugando la tradizione della cucina romana alla praticità di un pezzo di pizza bianca. Non ci credete?
  • Trapizzino. In V. Giovanni Branca 88 tutto ciò ha preso forma. Un triangolo di pizza bianca, alla modica cifra di 3,50 viene riempito con piatti tipici della tradizione che ruotano giornalmente : coda alla vaccinara, polpette con il sugo, trippa alla Romana, pollo alla cacciatora, bollito alla picchiapò. Noi abbiamo optato per un trapizzino con il pollo alla cacciatora ed uno con le polpette al sugo e non vediamo l'ora di tornarci a scoprire il seguito. Ogni giorno (eccetto il lunedì) dalle 12 all' 1 potrete gustare questa prelibatezza che strizza l'occhio all'innovazione senza rinunciare ai sapori tipici e forti di questa città. Ora non vi resta che addentrarvi nel cuore di Testaccio ed assaggiare leccornia magari camminando tra le vie di questo affascinante Rione. (http://www.trapizzino.it/)

    trapizzino1

Trapizzino con pollo alla cacciatora e con le polpette al sugo

  trapizzino2     trapizzino3

Anche l'unto vuole la sua parte..

  • Venanzio. I Supplì. Una piccola bottega a Via Francesco a Ripa 137 zona Trastevere. Un locale minuscolo ma molto frequentato, pizza al taglio-rosticceria con ogni genere di fritto dagli arancini ai filetti di baccalà, ma sopratutto quello che ne fa da padrone: il Supplì (rigorosamente al telefono). Croccante ma non unto, panatura impeccabile e sugo verace. Mozzarella che fila e fila.. Insomma il perfetto supplì dal punto di vista qualità prezzo: avete capito bene, il più buono e al prezzo più basso di roma: 1 euro. Ovviamente non potevamo farci mancare anche la versione con il sugo all'amatriciana, come potevamo rinunciarvi. Appena uscita dalla friggitrice, la fine del mondo.

supplì

Il Supplì

  • Dar Filettaro. Un'istituzione. Lo streetfood nasce qui, a due passi da Campo de' Fiori, a Largo dei Librari 88. Non è solo la bottega dove prendere il filetto e gustarlo in mezzo alla Piazza, c'è anche la possibilità di sedervi. C'è una fila assurda, ma tanta semplicità. Salame tagliato a fette così alla buona, burro e alici, fagioli con la cipolletta fresca, zucchine in pastella e quando è stagione le puntarelle. E poi c'è lui: il Filetto di Baccalà (che per ogni romano è sottinteso pastellato e fritto). Il tempo sembra essersi fermato davvero, non ci sono tracce di modernità, che in questa piccola osteria sembra non aver mai messo piede. C'è la tradizione, l'uso sapiente nella preparazione della pastella e della frittura, ma la modernità no. Non è di casa. C'è un'odore di fritto che ti trapassa i 3 strati di vestiti in una serata fredda di metà febbraio. Qui c'è ancora Roma, quella autentica, che ci fa sperare e sognare che non cambierà mai e quindi vale la pena aspettare, pure con la fila che arriva fuori la porta in una serata fredda di metà febbraio.

Se anche voi siete amanti del cibo di strada, se siete romani o siete capitati qui come turisti, cosa aspettate? Assaggiate queste leccornie e tutto prenderà un'altro gusto..

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aka Marla

sara calagreti

Sono entrata in cucina da piccolissima, a 3 anni aiutavo nonna a preparare le polpette, ricetta che reputo rilassante. Poi il secondo amore, il prezzemolo. Penso che tritare il prezzemolo sia un un buon modo per rilassarsi. Ogni volta riprenderlo e triturarlo e così via via..

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